Psicologo logopedista

Sviluppo e Disturbi di linguaggio: terapie psicologiche e logopediche

Lo sviluppo del linguaggio è caratterizzato da fattori biologici e ambientali. E’ molto importante identificare precocemente un eventuale disturbo per programmare un adeguato intervento psicologico o logopedico.

Un normale ritardo del linguaggio non deve essere classificato come disturbo, bensì come fenomeno fisiologico di apprendimento per il quale occorre una diagnosi psicologica che  tenga in considerazione sia le potenzialità del bambino sia le capacità educative genitoriali. Capita spesso, infatti, che istruendo i genitori a modificare i loro atteggiamenti protettivi o troppo aggressivi, si migliori il linguaggio dei figli.

Bisogna ricordare che i bambini sono come le spugne: assorbono con la stessa facilità acqua pulita e acqua sporca, quindi i genitori devono essere attenti ad aprire i rubinetti giusti che, fuori di ogni metafora, significa essere attenti ad usare un linguaggio facilmente comprensibile  morbido e poco urticante in modo che i bambini ne intuiscano la modalità e ne imitino la qualità.

Problemi linguaggio logopedia

Per quanto riguarda, invece, i disturbi di linguaggio come quelli sotto descritti,  occorre rivolgersi ad uno psicologo logopedista che faccia chiarezza fra “fenomeno fisiologico” e “disturbo” e suggerisca gli interventi più opportuni da praticare. Nel primo caso saranno sufficienti i consigli dati ai genitori per modificare il loro comportamento linguistico, mentre nel secondo,  sarà approntata la giusta terapia adeguata ai singoli disturbi. 

1) Balbuzie: è una ripetizione spasmodica delle parole che toglie fluenza al discorso. Quando si manifesta, verso quattro cinque anni di età, è definita balbuzie fisiologica nel senso che  deriva dalla non completa costruzione del linguaggio infantile. Dopo il sesto anno il sintomo rischia di strutturarsi nella personalità del soggetto e tramutarsi in balbuzie secondaria, nel senso che può rimanere definitiva. A questo punto è bene sentire il parere di uno psicologo che analizzi la situazione familiare e dia informazioni necessarie ai genitori sul da farsi. La balbuzie può essere tonica, clonica e tonoclonica; è un disturbo multifattoriale perché a determinarlo intervengono molte cause. Una balbuzie fisiologica può rappresentare un primo sintomo che segnala, comunque, un’eventuale predisposizione del soggetto ad assumere comportamenti anomali: a questo punto è bene non sottovalutare il problema.

2) Disartria: è un disturbo motorio del linguaggio. Il soggetto ha difficoltà di articolare i movimenti necessari per pronunciare la parola per danni cerebrale (ictus). Occorre una precisa diagnosi per stabilire quale area del sistema nervoso è stata danneggiata.

3) Disfonia: è una difficoltà di produrre voce fisiologica. Il soggetto emette voce afona o rauca per cause organiche o funzionali.

4) Dislalie: Sono errori o difficoltà di pronunciare determinati fonemi che interessano le zone in cui avviene l’impostazione degli stessi. Sono quindi dislalie labiali se interessano la posizione delle labbra; dislalie dentali se interessano le arcate dentarie; labiodentali, sibilanti, linguali, palatali.

5) Disfagie: sono disturbi della deglutizione come nei soggetti affetti da palatoschisi, sindrome di Down e da problemi di tipo neurologico.

6) Disturbi d’apprendimento come nei casi di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia. I disturbi di apprendimento connessi al linguaggio necessitano di una particolare attenzione perché possono influire negativamente nei processi cognitivi.

7) Disturbo pervasivo dello sviluppo come nel caso dell’autismo.

8) Difficoltà di linguaggio di varia natura.

9) Disintegrazione fonemica.

10) Complicazioni nell’apprendimento di lettura e scrittura.

11) Iperattività ADHD.