PNM e PNL possono coesistere a patto che…

 la PNM sia la piattaforma della PNL

Il corpo umano è costituito da elementi concreti come cervello, sistema nervoso e linguaggio e da entità astratte come pensiero, attenzione, memoria, fantasia. Tutte le espressioni della nostra personalità sono funzioni del nostro sistema nervoso guidato, fin dalla nascita, dal volere degli altri perché nessuno nasce con idee precostituite. Siamo dunque, psicologicamente programmati? In parte sì, ma  possiamo cambiare lo schema mentale originario: la storia ci ha insegnato che tale cambiamento è stata la conquista più grande dell’homo sapiens e Bandler, specialista della comunicazione, afferma che “noi siamo i soli in grado di autoprogrammarci” contrariamente a quanto accade a tutti gli esseri viventi che per variare lo schema della propria natura, hanno bisogno dell’uomo. Tale mutamento non rappresenta soltanto un’opportunità personale, ma un beneficio sociale e un investimento economico.

Costruire una casa, ad esempio, è molto più facile che pensarla perché chi la idea, deve eseguire i calcoli di ogni passaggio, conoscere il rapporto fra ferro, terra e cemento e avere  competenze circa i sistemi di costruzione;  chi la costruisce, invece, applica i conteggi ed esegue nel miglior modo possibile le istruzioni di chi l’ha ideata. Per questo  la Programmazione Neuro Mentale (PNM) è l’invenzione della casa e la programmazione Neuro Linguistica (PNL) ne è la costruzione: da ciò deriva che senza Programma non esiste esecuzione di alcunché.

Trasferendo codesta metafora alla psicologia ritengo che la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) spinga l’individuo a costruirsi una personalità gradevole che mira all’esteriorità più che alla formazione interiore. Nulla di male se da una pseudo scienza si ricava una valorizzazione esistenziale, ma il concetto di formazione è molto più complesso del semplice modo di apparire. Formare l’uomo non significa attribuirgli capacità virtuali di linguaggio, espressioni di simpatia empatica e movimenti di disinvoltura. Significa, invece, sapere coniugare la cultura con la realtà, fare analisi delle proprie competenze, riconoscere i propri limiti e usare le esperienze per arricchire le potenzialità cognitive e non solo quelle espressive.

Per evitare che il “sapere” diventi “potere sopraffatorio” è necessario riferirsi a Bacone o a Galilei o ad Awking quando afferma: “La fantasia è una componente chiave del processo scientifico soprattutto quando c’è una relazione tra fantasia e informazioni. Ciò vuol dire che l’immaginazione, da sola, rimane pura fantasia così come l’informazione senza immaginazione, è solamente di dati; ma se le combiniamo insieme, si possono fare grandi passi in avanti”.  Anche il filosofo inglese Bacone (1561-1626), ritenendo che il “sapere” è “potere”, evidenzia che la scienza ha bisogno di due mani: “La mano nuda e l’intelletto abbandonato a se stesso, servono poco. Per compiere le opere sono necessari strumenti e mezzi d’aiuto, sia per la mano che per l’intelletto e come gli stru­menti meccanici servono ad ampliare o regolare i movimenti delle mani, così gli strumenti mentali estendono o trattengono il movimento dell’intelletto.”

Queste sono le basi galileiane per fare interagire la Programmazione neuromentale (PNM) con la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) dove l’una completa l’altra e ambedue usano lo stesso apparato neurologico per qualificare prima la conoscenza e dopo l’eloquenza. Dalla separazione non si conseguono effetti benefici per la formazione completa dell’uomo. La PNM presuppone la distruzione delle false credenze (idola) che fanno cadere l’individuo nell’errore, mentre la PNL rischia di illudere l’individuo facendogli credere di sapere esprimere un’idea senza conoscenza del fatto di cui parla.

Occorre togliere i falsi pregiudizi perché la conoscenza, come afferma Bacone, non deve essere né serva né cortigiana ma moglie legittima: « E allora la scienza non sarà più né una cortigiana, strumento di voluttà, né una serva, strumento di guadagno, ma una sposa legittima, rispettata e rispettabile, feconda di nobili prole, di vantaggi reali, e di oneste delizie”.