Perché vivi?

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La vita è un’emozione che colora l’esistenza.

Le  persone sotto nominate, in analisi di gruppo per vari motivi personali, alla domanda “perché vivi?” hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Marco 45 anni. Vivo come se fossi morto. Non ho desideri né faccio scelte. Molti corrono come pazzi e mi chiedo: ma dove vogliono andare? Che senso ha vivere?

Giovanna 37 anni. Provo a fare un passo in avanti, ma i miei traguardi si allontanano sempre di più. Mio marito mi dice che io non riuscirò mai a prendere il treno giusto.

Daniele 18 anni. Chi glielo ha detto a mio padre di mettermi al mondo? E perché devo fare ciò che vogliono i miei genitori? Mio padre mi ha messo al mondo per suo egoismo. La vita è una grande puttanata.

Romano 38 anni. Io non sono più sicuro di nulla: non so più se amo mia moglie e se l’ho mai amata né se sono contento del mio lavoro. Io non so più niente. Sono deluso di tutti e di tutto.

Vita disancorata

Le affermazioni sopra riportate non hanno bisogno di molti commenti perché si spiegano da sole: rappresentano l’amarezza di un’esistenza negativa disancorata da quegli obiettivi che dovrebbero essere i cardini di ogni ragione di vivere. Personalmente ritengo che la vita sia un’emozione che colora l’esistenza. “Perché vivi?” sembra un domanda sciocca, ma in realtà, è il sentiero lungo il quale ognuno di noi si dovrebbe incamminare per raggiungere i propri obiettivi soddisfacendo i propri bisogni.

Ho ottenuto, invece, risposte confuse ed esitanti da cui traspare una sorta di masochismo che evidenzia uno stato d’animo inerte e debole come sintesi di colpe altrui. Le risposte sono state varie, ma tutte concentrate sulla propria persona: perché sono nato, per viltà, per mangiare, per studiare, per lavorare, perché non ho il coraggio di uccidermi, perché mi hanno messo al mondo, perché non posso far altro, per rubare (in tono ironico). Nessuno che abbia affermato: per realizzarmi, per sognare, per amare, per diventare una persona importante, per soddisfare i miei bisogni; ma quali sono i bisogni dell’individuo?

Il termine “bisogno” sta a significare un “vuoto” che è necessario riempire con la propria intraprendenza e riguarda varie specifiche:

  1. Appartenenza per sentirsi sicuri nella comunità;
  2. Conferma per godersi le gratificazioni del proprio operato;
  3. Nutrimento fisico e psicologico per mantenere in equilibrio fisico ed emotivo;
  4. Sensoriale per sentire gli altri e per farsi sentire;
  5. Sessuale per amare, essere amato, donare vita.
  6. Riflessione per elevarsi al di sopra delle cose comuni;
  7. Spiritualità non necessariamente legato alle religioni storiche.

Nota sulla Spiritualità

Non occorre fare l’analisi dei primi sei bisogni per l’evidente chiarezza che essi manifestano fin dalla prima lettura, mentre è bene farla sul bisogno di spiritualità che nel mio contesto non ha nulla a che fare con la trascendenza, ma rientra nell’interiorità dell’uomo: ciò che si è in quanto coscienza.

Soddisfacendo questo bisogno tu puoi vedere le bellezze dell’universo ed entrare in intimo rapporto con Lui; puoi guardare le stelle brillare nel cielo e immaginare l’Infinito che ti circonda; se ti senti un granello di sabbia di fronte all’Universo, puoi ripiegarti su te stesso e sentirti canna pensante che si piega al vento per non essere distrutta; con il cielo stellato sopra di te e la legge morale in te, puoi vivere il sentimento di appartenenza con il mondo e in questo modo, impari anche la filosofia che lo governa. Puoi anche non condividere il bisogno di spiritualità, però perdi le bellezze dell’Universo in cui, volendo o non volendo, sei immerso.