Ortopedia mentale (OM) e Programmazione Neuro Mentale (PNM) (n.1 del 2015)

Che cosa sono e per cosa servono 

Se cercate in internet il termine “ortopedia”, imparerete che essa è una disciplina medica che studia l’apparato locomotore. Significa “Retta, diritta, giusta educazione” deambulatoria che risale ai tempi di Ippocrate (IV secolo a.C.). L’ortopedia medica si occupa di ossa, fratture, traumi fisici, protesi e chirurgia estetica e interessa solo parzialmente la psicologia.

Se alla parola “Ortopedia” aggiungete il termine “mentale”, la ricerca vi porta ad Alfred Binet ed è utilizzata per la rieducazione del cervello: “retta, diritta, giusta educazione cerebrale”. 

Analizzata in senso educativo e rieducativo, l’Ortopedia mentale diventa un procedimento volto a fortificare le abilità mentali (memoria, giudizio, volontà, attenzione, percezione, ecc.) dei bambini “normali”,”deboli di mente” e di chi ha perso lo smalto della memoria.

Essa, infatti si propone come mezzo che consente al cervello di “re-imparare a imparare” grazie a una serie di esercizi fisici, giochi di movimento o d’immobilità; predisponendo l’individuo ad aumentare le  competenze del “sapere”, anche il gioco dell’immobilità allena il cervello a rimanere in attesa che qualche cosa in esso si modifichi; in tal senso si trasforma in una rieducazione delle capacità d’apprendimento facendo leva sia sulla tristezza che deriva dal non comprendere una cosa, sia sulla gioia  che si prova per averne  avuto conoscenza. Non si può imparare, infatti, una poesia o qualsiasi altro nesso logico, se il cervello non sa utilizzare le proprie cellule nervose a costruire una rete per captare tutto ciò che gli proviene dall’esterno e nell’attendere che esso si organizzi e si programmi. Sarebbe come pretendere che un individuo parli senza conoscere le parole o che si possa migliorare l’intelligenza senza l’aiuto dell’attenzione.

Ortopedia mentale (OM) ha uno stretto rapporto con la Programmazione Neuro Mentale (PNM) che precede la Programmazione Neuro linguistica (PNL), perché ognuno di noi può solamente esprimere ciò che conosce. Da un punto di vista psicologico un cervello morirebbe se si dovesse concentrare solamente sul lato espressivo indipendentemente dal lato cognitivo: la conoscenza precede sempre la capacità espressiva.  Mangiare, bere, dormire sono tre funzioni utili al cervello solo per vivere passivamente, ma non per creare perché nulla si crea dal nulla. La ricchezza espressiva deriva dalla quantità e dalla qualità della conoscenza e nulla può essere espresso che non sia stato prima appreso.

Come il ragno morirebbe di fame se non imparasse a costruirsi una tela sottile per imprigionare gli insetti, così il cervello morirebbe d’inedia se non avesse un continuo materiale da rielaborare. Sotto quest’aspetto è un mangiatore di esperienze ingoiate di giorno e ruminate di notte per affinarle. L’ortopedia mentale è l’allenamento della mente tendente a catturare il sapere, mentre la Programmazione Neuro mentale è la pianificazione di ciò che si è imparato per renderlo disponibile alle attività espressive.

Se il sistema osseo è il sostegno del corpo e il sistema nervoso è sostegno dei movimenti, la PNM è la ragnatela del cervello. E’ una tela fitta e continua che si espande in tutto il corpo e da esso ritorna al cervello per consentirgli di rielaborare  il “percepito” e indirizzarlo verso altre finalità come ad esempio verso i movimenti del corpo quando si trasformano in impulsi nervosi. Non bisogna dimenticare che il cervello, prima di esercitare bene le proprie funzioni specifiche, ha dovuto imparare a imparare per tentativi,  errori ed incertezze, che sono l’unico impianto umano che fa dell’uomo uno scienziato. Solo più tardi, costui imparerà ad amare, ma l’amore non è scientifico né è un prodotto matematico: è un dispiegamento del corpo che si predispone all’altro per soddisfare i  bisogni di entrambi, aumentando il proprio “sapere” emotivo, come spesso emerge dopo un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Rivisto e aggiornato nel giugno 2017