L’intelligenza della famiglia e l’intelligenza dei bambini svantaggiati

Ortopedia Mentale

No al QI  /  Sì al QS

In una comune famiglia può capitare che ci sia un bimbo con disturbi fisici o psichici che, inevitabilmente, comportano interventi specialistici. Di fronte a situazioni di questo genere, una famiglia deve avere mezzi economici più che sufficienti e forze psicologiche  per affrontare e risolvere i propri disagi.  Se venisse a mancare coesione e fiducia in se stessi e nel prossimo, la famiglia potrebbe subire danni ancor più gravi. Gli aiuti pubblici a codeste famiglie non sono solo utili e necessari, ma indispensabili.

Una famiglia con tali problematiche ha bisogno di usare la propria intelligenza per la scelta degli interventi terapeutici e per capire le qualità intellettive  del soggetto in difficoltà perché ogni individuo ha bisogno di realizzarsi secondo la propria intelligenza dominante.

Per questo è bene consigliare ai genitori e agli insegnanti delle scuole dove sono inseriti bambini variamente difficili, di non dare troppa importanza al QI (Quoziente d’Intelligenza) che misura il valore delle cellule grigie con un numero, attestandone la normalità tra 90 e 110, ma di considerare altri modelli di valutazione come il QSs (Quoziente di Sviluppo sociale) che rappresenta la qualità delle condizioni biologiche e psicologiche, dalle quali si possono dedurre le strategie più utili da usare. E’ meglio sviluppare l’intelligenza logico-matematica o quella interpersonale? Quella musicale o quella naturalistica? Quella linguistica o quella esistenziale? Qual è la strategia più utile?

Il QI misura le capacità dell’intelletto come se l’intelligenza fosse un blocco statico e monolitico, mentre in realtà essa è sintesi di varie qualità dinamiche, laboriose e intraprendenti, per cui merita una definizione molto più articolata. Non serve stabilire la quantità dell’intelligenza, bensì è bene definire cos’è l’intelligenza e in quale settore dello spirito umano si articola. A soccorso di questa mia tesi viene Howard Gardner, docente settantenne all’Università di Harvard che, sviluppando gli studi sulla mente umana, ammette l’esistenza di diversi tipi d’intelligenza in forme dinamiche e ben distinte.

Tipi d’intelligenza

Spaziale: E’ usata per visualizzare il mondo a tre dimensioni e avere il senso d’orientamento.

Musicale: riguarda i suoni, i ritmi e le tonalità. Avere orecchio musicale o essere portato per la musica.

Naturalistica: concerne la comprensione del mondo naturale e l’apprezzamento delle dinamiche della natura per amare gli animali o fare il giardiniere;

Logico-matematica: misura le quantità, i concetti e le ipotesi. Sapere ragionare secondo logica è una grande virtù.

Esistenziale: è utilizzabile per affrontare concetti come la vita o la morte, il bene o il male, il giusto o l’ingiusto.

Interpersonale: è utile per comprendere gli stati d’animo e le ragioni altrui oltre che per stabilire nuove amicizie.

Corporeo-cinestesica: per esaminare e avere coscienza del proprio corpo e movimenti;

Linguistica: per trovare le parole più efficaci al fine di convincere gli ascoltatori e di essere ben compreso dagli altri;

Intrapersonale: per capire se stesso, che cosa si vuole e come si dovrebbe essere;

Fare il furbo: Quest’ultima qualità l’ho aggiunta io, perché so che esiste tra le persone cosiddette “normali”, ma è un tipo d’intelligenza non molto apprezzabile. In soggetti cosiddetti “difficili” , invece, è un tipo d’intelligenza da considerare.

Anche gli operatori scolastici e gli psicologi, del resto, possedendo le stesse intelligenze,  saranno in grado di capire quale convenga sviluppare prima delle altre.

Maggio 2017