I tempi della vita – 2 (n.7 del 2014)

Considerazioni psicologiche per stimolare il pensiero

1) Quando un bambino nasce, non sa che un giorno, dovrà morire, ma ben presto lo imparerà dal nostro insegnamento o direttamente, con la costatazione della realtà. Non imparerà mai invece, quando è stato creato, neanche durante le annuali feste di compleanno perché nel proprio Comune è stata trascritta la data della sua nascita e non quella della generazione, come se i primi nove mesi di vita valessero meno degli altri. Nessuno gli racconta la verità e lui prende per vero ciò che scrivono i sacri testi comunali. Purtroppo noi siamo acculturati a considerare l’insieme cellulare primario, come un semplice “agglomerato”, chiamato tristemente e impropriamente feto e non invece, un bambino predisposto a nuotare, a succhiarsi il dito e stare male se la mamma dovesse drogarsi o compiere azioni pesanti.

2) La gente è stata sempre abituata a pensare che quella piccola Entità vitale sia una cosa anche da buttare, perché ignora che dentro di essa si stanno formando un corpo e un cervello predisposti a muoversi, a pensare, a camminare a parlare, a odiare e ad amare. Non tutti sanno (specie se uomini) che durante il periodo della gravidanza la donna deve essere circondata da affetti e serenità senza limiti, perché lei sta trasformando quell’insieme di cellule indistinte in bambino, il quale sentirà gli effetti negativi delle ansie e preoccupazioni della propria mamma.

3) Gli uomini, ad esempio, non sanno che una gravidanza isterica*, comporta disagi fisici e psicologici di notevole entità nella donna, con conseguenze psicologiche anche nel bambino che si nutre con il sangue della madre per via placentare. La placenta è il principale legame fisico tra madre e figlio ed è l’organo che fornisce ossigeno, glucosio, proteine, acqua, vitamine, sali minerali e tutti quei nutrimenti necessari alla crescita di un individuo che lentamente si trasforma e assume, nell’arco di nove mesi, le sembianze di uomo completo e un cervello in grado di pensare.

4) Quello fra madre e figlio è un rapporto talmente complicato e affascinante che sfugge al linguaggio umano e per quanto noi volessimo spiegarlo alle menti comuni, non riusciremmo mai a farne capire le singole trasformazioni, perché la natura ha in se stessa un mistero tanto grande e complicato, che neanche il più intelligente fra tutti gli esseri umani potrà mai comprendere. Una frase del filosofo Spinoza ce lo indica chiaramente: “Natura vincitur nisi parendo” che, tradotto liberamente, significa ” si può vincere la Natura ad essa obbedendo”. Del resto chi può capire il mistero della vita, della morte, del nulla, della fede, dell’agnostico e del non credente che, poco prima di morire in genere, chiama il sacerdote per essere accompagnato al di là? La morte fa paura perché toglie l’esistenza materiale, ma incute anche dubbi,  incertezze e rispetto perché ti ruba la speranza.

* La gravidanza isterica è un disturbo legato a un desiderio irrealizzato di avere figli o a una paura incontrollata di non averne. Queste forme di ansia, secondo alcuni studiosi del fenomeno, indurrebbero secrezioni abnormi di ormoni (prolattina) che sarebbero la causa degli effetti fisici negativi nella donna.