Disturbi generici di apprendimento

Che cosa sono

cervello danneggiato

I disturbi generici d’apprendimento sono anomalie di vario genere che, interferendo negativamente con lettura, scrittura, calcolo e attività espressive, non consentono  la piena comprensione  delle conoscenze scolastiche e sociali. I bambini con simili disturbi spesso vivono con la testa fra le nuvole, non seguono il filo logico del discorso, si distraggono facilmente, fanno domande improprie e fuori tempo, non comprendono il significato di molte parole, hanno un’attenzione molto labile, bassa autostima, facile demoralizzazione  con irrequietezza e instabilità.

Il 40% dei segnalati spesso abbandona la scuola, ma la percentuale varia secondo la gravità delle lacune presentate: l’ambiente in cui vivono, le terapie che seguono e il sostegno riservato ai genitori. Oggi quasi tutti conseguono un diploma grazie alle certificazioni scolastiche che richiedono docenti d’appoggio alle classi dove sono inseriti. I risultati dipendono soprattutto dal grado del disturbo posseduto e dalla qualità della scuola frequentata. Soggetti affetti da dislessia, disortografia e acalculia, pur essendo disturbi specifici, trattati con buona volontà e diligente autocontrollo, possono mirare anche alla laurea.

Non sempre, infatti, un buon rendimento scolastico è alla base di una buona stabilità emotiva futura e non sempre bambini con difficoltà di apprendimento vivono ai margini della società, anzi, possono diventare anche imprenditori, commercianti e artisti pur non conoscendo bene matematica e letteratura, come attestano le prestazioni di Einstein, Irving, Patton e altri, che nonostante avessero problemi del genere, hanno fornito prova provata della loro operatività.

Il ritardo mentale

I disturbi di apprendimento non devono essere confusi con il ritardo mentale, dovuto a una parziale o totale compromissione del funzionamento intellettivo per cause natali o post-natali. Le cause del ritardo mentale sono di ordine biologico o sono rintracciabili nei vari processi di crescita che possono alterare funzioni di notevole importanza nell’apprendimento e nell’efficienza comportamentale. Studi recenti, infatti, hanno evidenziato l’alto grado di familiarità patologica con qualche membro delle rispettive famiglie d’origine, mentre altri studi hanno fatto notare l’importanza dell’aambiente per un sano sviluppo psicologico.

Che fare?

Prima di rispondere alla domanda, occorre premettere che ogni individuo nel momento stesso in cui viene creato, porta con sé i caratteri ereditari delle rispettive famiglie d’origine per cui può nascere predisposto all’anoressia, all’obesità, alla genialità, oppure alla stupidità e ad ogni altra forma di comportamento anomalo. Non è detto, però, che a causa di tali predisposizioni di origine familiare, un individuo diventi anoressico, obeso, geniale o poco intelligente. Anzi, è stato notato dai risultati di percorsi psicoterapeutici, che soggetti anoressici (specie femminili) presentano un eccellente rendimento scolastico unito, però, ad un importante disturbo nelle relazioni familiari a causa di un carattere incontestabile e schifiltoso.

Le psicoterapie cognitivo comportamentali inoltre, hanno messo in evidenza che soggetti scolasticamente preparati, definiti dai professori “geniali”, abbiano avuto disturbi di adattamento nel mondo del lavoro e soggetti definiti scolasticamente poco intelligenti, abbiano ottenuto ottimi percorsi lavorativi. Ciò sta a dimostrare che per quanto riguarda i disturbi generici di apprendimento, non esista una legge psicologica che li classifichi in modo imparziale e obiettivo, perché il termine “disturbo” ha molti significati e perché ogni individuo è in se stesso “unico” ma “molteplice”: avendo varie intelligenze è poliedrico e multiforme, capace di adattarsi alle situazione del proprio animo e non a quelle imposte alla cultura prevalente.

In tutti i casi,  la prima cosa da fare è la diagnosi precoce e un intervento psicologico adeguato all’ambiente, alla famiglia, alla scuola e a tutto ciò che rappresenta il sistema educativo o rieducativo, per promuovere la conoscenza del problema e rimuovere parzialmente o totalmente le situazioni di disagio che possono aggravare i sintomi riscontrati. Sono necessari tempo, costanza, continuità, perseveranza e fiducia.

I processi mentali, infatti, possono svilupparsi in modo sincrono (simultaneo rispetto agli altri) o in modo asincrono (non simultaneo). Nel primo caso, sviluppandosi in modo coordinato e proporzionato, forniscono al soggetto una crescita più stabile e compatta. Nel secondo caso, invece, venendo meno la loro sincronizzazione (accordo temporale di più azioni) è facile che si creino piccole zone d’ombra limitanti la coesione e la densità dell’accrescimento fisico e psichico.

Lo psicologo esperto in ortopedia mentale e Programmazione Neuro mentale di concerto con le famiglie e gli insegnanti, riesce a dare contributi sostanziali ad una mente che, pur avendo ereditato pigrizia e scarsa operosità, possono illuminare quelle zone d’ombra che spesso fanno impedimento alla conoscenza.