Difficoltà scolastiche e ritardo mentale

Difficoltà scolastiche

ritardo mentale

Le difficoltà scolastiche dei bambini, dei ragazzi e dei giovani universitari  non rientrano nella Psicologia patologica ma nella Psicologia preventiva  perché in tale concetto non è implicito il significato di malattia per cui si presuppone che esse esistano in soggetti normali che per immaturità psichica e psicologica, per eccessiva distrazione o mancanza d’impegno applicativo, non riescono a valorizzare l’istruzione scolastica. Soggetti di codesto genere esistono in quelle famiglie che non dànno molta importanza all’istruzione o che fanno della scuola un principio assoluto generando nei minori scarsa volontà applicativa. Un percorso psicologico adeguato che miri a correggere gli errori educativi dei genitori e dei figli è la risposta più giusta della Psicologia.

Per lo Psicologo ciò implica un conoscenza approfondita della famiglia, di una presenza collaborativa dei genitori per capire le cause e gli effetti del comportamento giovanile. L’intervento dello Psicologo è utile per evitare che una scarsa volontà per lo studio degeneri in  problema d’apprendimento che non riguarda soltanto la mente razionale ma anche il pensiero emotivo. La Psicologia, oggi parla di molteplici intelligenze fra cui quella cognitiva non è al primo posto in quanto dipenderebbe da numerosi altri fattori.

C’è una profonda differenza fra le  difficoltà scolastiche correggibili con semplici Percorsi psicologici e il ritardo mentale vero e proprio che ha un significato diverso e per il quale occorre mettere in atto determinati interventi specifici con logopedia e  ortopedia mentale.

Se  volete conoscerne di più leggete l’artico che segue.

Ritardo mentale  (a cura di Giuseppe Staffolani)

Il ritardo mentale, in genere, deriva da insufficienze psichiche, psicologiche o sociali anche se ci sono prove che lo fanno risalire a livello organico. Esistono quattro tipi di ritardo mentale. In sintesi: Ritardo mentale lieve, Medio, Grave, Gravissimo. Il ritardo lieve e medio ha buone e discrete possibilità di recupero sociale, mentre per il grave e gravissimo, purtroppo, non esistono grandi speranze di ripresa sociale in forma completamente autonoma.

Un buon obiettivo educativo dei primi due tipi di ritardo è di accrescere il più possibile l’autonomia, la capacità di comunicare e le abilità sociali del soggetto svantaggiato, mentre il ritardo grave e gravissimo, il più delle volte, resta entro le mura domestiche o in centri residenziali. Sono del parere, infatti, che ogni individuo abbia varie intelligenze che non si possono racchiudere in un numero, ma che debbano essere valutate nell’uso delle diverse abilità. Lo Psicologo statunitense, Hovar Gardiner ad esempio, ha distinto ben nove tipi d’intelligenza localizzati in diverse parti del cervello.

1)Intelligenza linguistica:  legata alla capacità di utilizzare il vocabolario.

2)Intelligenza logico matematica:  coinvolge l’emisfero cerebrale sinistro.

3. Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio.

4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti.

5. Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello.

6. Intelligenza Interpersonale: coinvolge  i lobi pre – frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri e le loro esigenze.

7. Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità.

8. Intelligenza Naturalistica: consiste nell’ individuare oggetti naturali, di classificarli e cogliere le relazioni tra di essi.

9. Intelligenza Esistenziale: rappresenta la capacità di riflettere e sui grandi temi dell’esistenza, come la natura dell’uomo.

Per sviluppare codeste intelligenze è consigliabile un buon Percorso psicologico – formativo per i familiari che devono collaborare con lo Psicologo e con gli Insegnanti. E’  giusto e utile che codesti bambini mantengano contatti di apprendimento e di gioco con i coetanei ed è augurabile preparare eventuali interventi alternativi personalizzati fin dall’inizio della scuola materna o non appena si riscontra lo svantaggio. Mentre il ritardo mentale lieve, di solito, si scopre alle soglie della prima elementare, il ritardo medio è evidenziato dagli stessi genitori quando si accorgono che le disfunzioni nel movimento corporeo, nella deambulazione e nello sviluppo del linguaggio si protraggono oltre certi limiti. Nella maggioranza dei casi, i soggetti con disabilità lieve e media acquisiscono abilità di lettura e scrittura abbastanza funzionali e una sufficiente qualità comunicativa.

Per quanto riguarda le capacità lavorative, il problema si sposta nelle possibilità ricettive della Società e quando, per vari motivi, non è possibile un collocamento presso le strutture sociali dei normodotati, si ricorre al collocamento in laboratori protetti. Sono consigliate terapie occupazionali dette anche ergoterapie e interventi permanenti di ortopedia mentale.

L’ergoterapia è una disciplina riabilitativa che agisce sulle competenze lavorative per accrescere autonomia personale ed economica anche se, a volte , quest’ultima, resta supervisionata. L’ortopedia mentale, è un’altra disciplina utilissima, benché poco praticata, per allenare il cervello a produrre pensieri in forme sempre più logiche e concrete.

La Programmazione neuro Mentale, infine, aiuta l’individuo a trasmettere alla Coscienza tutto ciò che impara con i sensi. Alla nascita, ad esempio, un bambino pur essendo predisposto a parlare, non possiede linguaggio perché non lo ha ancora appreso pertanto lo deve acquisire tramite i sensi per trasmetterlo al cervello.

L’obiettivo educativo del ritardo mentale è di facilitare l’acquisizione dell’autonomia e di affinare le diverse abilità per consentire al soggetto di vivere discretamente bene in un ambiente di normodotati.