Cuorcervello (n.3 del 2014)

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CUORCERVELLO 

Personalità Psicologia Fantasia Estetica. In queste quattro parole sono coinvolte le qualità fondamentali di un individuo polivalente: essere affabile psicologo ed esperto psicoterapeuta per interpretare il problema altrui, piacevole fantasista per mostrare la propria versatilità psicologica ed esperto esteta, per essere maestro d’arte e di comportamento con una personalità unica, inimitabile e invidiabile.

Qualcuno potrebbe obiettare che solo chi ha grande ingegno potrebbe raggiungere una Personalità e un’armonia psico-corporea di tal genere, ma ciò non è vero, perché volendo, tutti potrebbero programmare il proprio cervello per sviluppare le infinite potenzialità che esso possiede per andare oltre, lo stato di “persona comune”  con l’aiuto della Psicologia e delle varie forme di Psicoterapia.

Il termine “comune” spetta a chi accetta di essere uguale agli altri per principio statistico: poiché ti comporti come la maggioranza delle persone, tu sei come loro. Sarebbe come dire: sei una pecora fra le tante e non sei migliore né peggiore delle altre.

Le norme educative, infatti, orientano l’individuo verso una cultura prevalentemente tradizionale mantenendo la fantasia nell’ambito delle cose ordinarie non troppo lontana dalle consuetudini vigenti, senza fare emergere quel quid d’indefinibile che renderebbe una persona diversa dall’altra. La pedagogia tradizionale non sempre accende il motore della creatività per guardare oltre a ciò che si è verso ciò che si potrebbe essere; anzi spesso lo spegne.

Per andare al di là, della cosiddetta persona “comune”, occorre fondere interiormente il proprio vissuto esperienziale con i sentimenti che lo hanno accompagnato, perché la sincresi (fusione) è prassi concreta di sapienza, storia e temperanza.

Cervello e cuore, ad esempio, diventano cuorcervello come un’entità superiore derivante da un corpo che sente e da una mente che pensa perché l’attività mentale e la funzione circolatoria del cuore non possono non vivere insieme. Non sarebbe, infatti, immaginabile l’esistenza di un pensiero senza un flusso sanguigno.

Lo stesso principio vale nella sfera affettiva. L’amore, fuso con l’aggressività diventa rispetto, mentre la sola prepotenza conduce alla violenza e il solo rispetto all’idillio poetico. L’eros senza amore condurrebbe al sadismo e l’affetto senza eros diventerebbe paternalismo. Per determinare un’armonia psico-corporea che si rifletta sul comportamento umano, le innervazioni del sistema nervoso devono raggiungere il cuore e il flusso sanguigno deve irrorare il cervello.