Considerazioni psicopolitiche (n.10 del 2014)

La politica, spesso, trova riscontro nell’invidia, gelosia e nell’ opportunismo.

Chiariamo subito il significato psicologico dei termini:

L’invidia è un sentimento astioso verso chi ha successo, chi sta bene, chi ha avuto fortuna e chi possiede pregi evidenti. E’ un sentimento che esce dal nostro animo, si dirige verso l’esterno e ritorna in noi con la forza delle qualità altrui che noi non credevamo di avere. L’invidia nasce nell’interno e si espande verso l’esterno: dal privato investe il pubblico. C’è un’invidia sana come desiderare il benessere altrui quando si è privi di tutto, e una malata come l’odiare chi ha una Ferrari pur non avendo le condizioni per mantenerla.

La gelosia è un sentimento sincero di chi suscita ammirazione e consenso. E’ un sentimento d’amore o di possesso affettivo di chi  non vuole condividere con nessuno le cose o le persone amate. Il sentimento di gelosia significa proteggere le persone amate, ma vuol dire anche non condividere nulla con nessuno. Quando la gelosia è sana è vissuta senza eccessi; è malata quando il possesso diventa smisurato e toglie la libertà all’altro. A volte la totale mancanza di gelosia può essere vissuta come un amore di basso livello.

L’opportunismo è l’atteggiamento del tornaconto: ha molti collegamenti con l’egoismo ed è negativo se è vissuto soprattutto per se stessi. Può essere anche positivo se prevede anche il benessere dell’altro.

La Psicologia insegna che, se vissuti con ragione, consapevolezza ed emozioni, i sentimenti sopracitati acquistano una connotazione positiva quando invidiando la posizione altrui, si è spinti a migliorare la propria. Non bisogna credere che l’opportunismo abbia il solo significato negativo perché, spesso ci si accorge che, da operazioni opportunistiche storicamente vissute come la corruzione dei partiti, possa nascere benessere per ciascun individuo. Enrico Mattei, per esempio, chiamato dal Governo dell’epoca a liquidare l’Agip, sovvenzionando opportunisticamente i partiti politici (corrotti) portò l’Agip italiana a concorrere con le “sette sorelle” nel commercio degli idrocarburi che, probabilmente, fu causa della sua morte. Era l’epoca del cosiddetto miracolo economico italiano dopo l’uscita dalla guerra e Mattei fu un grande opportunista dalla cui azione beneficiò il potere pubblico.

Perché noi cittadini dal 1945 al duemila, abbiamo dato il voto a codesti politici opportunisti? Qual è stato il sentimento che ha mosso la nostra penna nel segreto dell’urna? Sicuramente l’opportunismo sociale, che non è un sentimento angelico, ma un atteggiamento che soddisfa l’emozione della crescita e del benessere, pur attraverso convenienze e compromessi di vario genere che, di certo, non nobilita l’uomo. Nulla è cambiato da ieri ad oggi perché invidia, gelosia e opportunismo sono i sentimenti che guidano gli esseri umani. Siamo tutti impastati con la stessa acqua e farina: si spera in un nuovo rinascimento, ma per questo occorrono uomini di genio con un’animo incorruttibile.