Adolescenza: crescita, contraddizioni, paure e sessualità (n.6 del 2012)

Psicologia dell’adolescenza.

Gli adulti hanno un’idea non del tutto positiva di questa fase, perché gli adolescenti appaiono poco educati, un po’ strampalati, spesso irrispettosi e, di solito, molto scomposti nei loro atteggiamenti. Rispondono con poco garbo in sintonia con il loro disarmonico aspetto fisico: braccia e gambe troppo lunghe rispetto al resto del corpo, viso peloso coperto di brufoli, comportamento contraddittorio fra il voler essere adulto e l’essere infantile, voce bitonale oscillante fra falsetto e do di petto, dimostrano che la loro sicurezza è soltanto apparente e il tutto, contrasta con la presunta sapienza che vogliono dimostrare.

Noi li giudichiamo con la nostra presunta maturità, sia perché siamo abituati ad esprimere giudizi, sia perché abbiamo dimenticato la nostra adolescenza. Sta di fatto che se qualcuno ce la ricorda, rispondiamo che ai nostri tempi era tutto diverso senza renderci conto che simile frase vale per tutte le stagioni della vita. La goffaggine e il precario equilibrio psico-fisico di questi ragazzi sono sempre stati due componenti dello  sviluppo adolescenziale che, essendo un periodo di transizione, ha  portato con sé aspetti negativi e positivi anche nell’espressione delle emozioni, dei sentimenti, dello sport e del sesso: aspetti che forgiano l’identità dell’uomo adulto . Il trattamento psicoterapeutico dell’adolescente è alquanto difficile stante la precarietà fisica e la vulnerabilità dei sentimenti.

Contraddizioni

Le contraddizioni dell’irregolare sviluppo corporeo si evidenziano maggiormente quando l’adolescente cerca di strafare facendosi notare con i suoi movimenti spesso scoordinati, ma occorre sapere che il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è irto di difficoltà. Liberati dalla quasi completa dipendenza genitoriale, i giovani dànno sfogo alla loro eccessiva esuberanza che spesso confondono con il concetto di libertà di cui ancora non hanno capito il pieno significato.

Non sanno, ad esempio, che la libertà intesa in senso assoluto non esiste e che l’individuo è veramente libero solo quando è in grado d’autodeterminarsi. Si affacciano alle soglie del mondo e credono di possederlo come se fosse un oggetto, poi rimangono delusi quando si accorgono che il mondo va avanti anche senza di loro. Illusioni e delusioni si alternano nella loro mente con ripercussioni altalenanti nel comportamento e gli adulti, che pure hanno vissuto le stesse difficoltà, non li capiscono più e li trovano un po’ stravaganti, indecisi,  presuntuosi e strafottenti. I percorsi psicologici per genitori  sono consigliabili per comprendere i bisogni strutturali dei propri figlie non solo di quelli psicologici.

I nostri adolescenti scelgono gli studi superiori, ma non conoscono le incognite del futuro; s’innamorano facilmente, ma non sanno che l’amore è anche rinuncia e sacrificio; concepiscono l’amore solo come sogno, illusione, possesso e godimento, ma non sanno che è anche dolore; organizzano i loro desideri sessuali, ma ignorano che il soddisfacimento istintuale di un proprio bisogno può arrecare danni agli altri e non sempre si rendono conto che a dover rimettere le cose a posto. Sono sempre i genitori a farlo, che per questo, sono legittimamente preoccupati.

L’adolescenza intesa come fase di passaggio fra la seconda infanzia e l’età adulta ha le stesse difficoltà psicologiche d’ogni altra fase di vita che si prolunghi nel tempo, quindi non è bene mettere troppo in rilievo i problemi di codesta stagione che, se confrontata con quelle che eufemisticamente si chiamano terza o quarta età, è certamente la più brillante proprio perché è temeraria e spregiudicata, mentre la vecchiaia, perdendo i caratteri della sfrontatezza, rischia di trasformarsi in rinuncia o oblio delle esperienze vissute.

Modificazioni fisiche e attriti psicologici.

L’organismo dell’adolescente subisce profondi mutamenti fisici sotto l’azione degli ormoni che portano a maturazione gli organi riproduttivi: ovaie nelle ragazze, testicoli nei ragazzi. L’attività ormonale è indice di profonde trasformazioni anche nella sfera emotiva. Gioia, sorpresa e, a volte sgomento, sono i tipici atteggiamenti che alimentano sentimenti di incertezze per gli inevitabili insuccessi affettivi o per i dubbi nella propria identità, perché il corpo dell’adolescente è in continuo mutamento di cui lui conosce lo stato attuale, ma non vede quello futuro. 

Nell’adolescente prevalgono complessi fisici e sentimentali in modo sproporzionato. Una semplice dismenorrea, (dolori viscerali pre-mestruali) o la comparsa dell’acne, per esempio, sono episodi vissuti in modo eccessivo che spesso, sminuiscono la voglia di crescere. Simili preoccupazioni spingono il giovane verso un’alimentazione sovrabbondante e disordinata (obesità adolescenziale) per compensare le mancanze affettive o i dubbi sulle proprie capacità di agire. 

Dagli esiti della Psicoterapia adolescenziale posso affermare che il settanta per cento dei ragazzi e l’ottanta per cento delle ragazze, desiderano un cambiamento del loro aspetto fisico, che spesso cercano di realizzare improvvisando severe diete alimentari, cui segue rifiuto di mangiare (anoressia) o assunzione smodata del cibo, spesso con vomito autoindotto (bulimia)

Tre cervelli.

Un aspetto molto interessante di questo periodo, spesso trascurato dallo psicologo e dai genitori, è lo sviluppo della vita sessuale, ma prima di parlarne occorre fare un breve cenno sulla struttura del cervello umano che può essere considerato un insieme di tre cervelli sovrapposti, le cui funzioni sfuggono alla semplice osservazione, ma sono presenti nell’organismo umano e si evidenziano soprattutto in Psicoterapia.

La struttura più primitiva, presente anche nei rettili, è detta mesencefalo e midollo allungato che dal centro della testa e si allunga nel corpo.  Queste due formazioni  guidano l’istinto per la conquista del territorio, la caccia e la riproduzione e alimentano le tendenze più conservatrici della vita, come la sopravvivenza e il mantenimento della specie.

Con il passaggio dai rettili ai mammiferi, si forma una seconda struttura detta paleoencefalo  (cervello antico che si sovrappone al mesencefalo). Questa seconda formazione presiede ai comportamenti emotivi, affettivi, associativi e procreativi. Alcuni esperimenti hanno dimostrato che stimolandolo con una lieve corrente elettrica, si può indurre un comportamento materno, scatenato o depressivo. Durante i percorsi psicologici di gruppo, è facile notare gli stessi mutamenti comportamentali.

Il terzo livello è detto neoencefalo (nuovo cervello – corteccia cerebrale) che è la formazione tipica degli animali superiori. Questo cervello presiede alle forme più complesse della vita, quali l’adattamento, l’apprendimento, la morale, la politica, la socializzazione responsabile. Controlla anche le funzioni mentali riguardanti gli istinti, la nutrizione, l’attività sessuale e tutte le altre funzioni di cui l’uomo è protagonista. Le varie forme di Psicoterapia adolescenziale mettono bene in evidenza le funzioni dei tre cervelli desumibili dal rispettivo modo di ragionare.

Origine della sessualità.

Ogni livello cerebrale è responsabile del comportamento sessuale dell’uomo. Il primo livello è sepolto nel più profondo del nostro sistema nervoso ed è il livello più grossolano con risposte essenzialmente meccaniche corrispondenti a stimoli tattili, olfattivi e visivi. Il secondo livello regola l’attività ormonale, la libido, i desideri e il senso del piacere. Il terzo livello è il cervello più fine e complicato che presiede alle scelte, alle preferenze e alle fantasticherie. 

Lo studio di questi tre livelli cerebrali ci pone di fronte a due fenomeni molto complessi e delicati: omosessualità ed eterosessualità. Nel primo e secondo livello cerebrale (mesencefalo e paleoencefalo), i comportamenti sessuali sono ereditati essenzialmente per via genetica, ma è facile notare come l’educazione familiare possa modificare gli orientamenti genetici, sebbene si debba escludere che un trattamento psicoterapeutico possa cambiare l’omosessuale in eterosessuale.

Con la corteccia cerebrale (terzo livello) l’individuo supera il precedente determinismo genetico essenzialmente basato sull’istinto. Con l’apprendimento scattano nuove scelte e i ruoli maschili e femminili sono appresi con razionalità, educazione e moralità. Il nuovo cervello, non è predisposto alla soddisfazione degli istinti, come negli animali, ma è un fine per trasmettere la vita. Del resto ogni forma di psicoterapia applicata tende al futuro.

Psicologia della della sessualità

Il cervello umano alla nascita non è né maschile né femminile. Sostanzialmente è neutro. L’educazione, la cultura e i vari processi d’identificazione* con persone adulte determinano i ruoli e le funzioni sessuali. La scelta omosessuale, oltre che per una predisposizione naturale, è alimentata da  una lunga convivenza con persone dello stesso sesso, da ripetuti insuccessi eterosessuali e da quei fattori educativi che cercano di elogiare comportamenti femminili nei maschi e maschili nelle femmine.

Anche la scelta eterosessuale è volutamente predeterminata dall’educazione perché il cervello dei bambini, estremamente flessibile, assorbe facilmente gli atteggiamenti degli adulti come dati definitivi della personalità. I genitori, infatti, scelgono i giochi secondo il sesso dei propri figli. Una bambola va sempre donata alla femmina, uno scavatore di plastica sempre al maschio. In tal modo ricevono le prime impronte di quello che sarà il loro ruolo futuro.

Esiste una terza via per esprimere la sessualità: la sublimazione *. Alcuni ragazzi palesemente rifiutano l’amore sessuale  per dedicarsi alle attività di studio o di sport. Altri si formano una visione romantica-celestiale della vita e ritengono sia un degrado l’amore fisico. Altri ancora vivono come un’ossessione il problema sessuale. In questi casi, la psicoterapia mette in evidenza come alcuni problemi di sessualità dipendano dall’educazione ricevuta.

  • Identificazione: processo di formazione della personalità nel quale l’individuo assimila alcuni aspetti dell’identità di un altro individuo. Esempio: una bambina verso i sette-dieci anni, s’identifica con il comportamento della mamma, dopo essere stata innamorata del papà e un bambino  con il comportamento del papà, dopo essere stato innamorato della mamma.
  • Sublimazione: processo per cui l’energia legata alle pulsioni aggressive o sessuali è deviata dalla meta originaria ed investita in attività socialmente utile.

Contraddizioni dei giovani e degli adulti.

Bisogna considerare che i giovani adolescenti, anche per le sollecitazioni mass-mediatiche, vivono momenti di equilibrio che si alternano a momenti fisiologici di squilibrio . Da un lato, come sopra specificato, non possiedono ancora una visione completa della vita; dall’altro sentono un forte impulso ad agire come se fossero grandi, mentre in realtà sono tali, solamente nella loro fantasia.

Un adolescente, per esempio, vissuto in un ambiente in cui l’amore omosessuale ha avuto valenze negative e proibitive, è disgustato nel vedere per la strada due uomini che si baciano, mentre prova soddisfazione o invidia nel guardare un coetaneo che bacia una ragazza, perché questa seconda coppia rientra nella propria immagine culturale.

Fino a qualche tempo fa, la cultura prevalente era quella del predominio maschile e della sottomissione femminile. Il maschio doveva essere forte, robusto ed aitante, la femmina sottomessa, debole e dolce. Oggi non è più così.  Da psicoterapie vissute, oggi la femmina intraprendente ed attiva, spesso non rende protagonista il maschio delle proprie conquiste, togliendogli lo spirito d’iniziativa e causandogli momentanei stati d’impotenza. (Disturbi sessuali)

La Psicologia della sessualità secondo la concezione freudiana.

Nel 1905 Freud pubblica “Tre saggi sulla sessualità” in cui descrive l’evoluzione di quest’attività provocando un grande scandalo per la tesi che sostiene. Secondo questa teoria l’uomo possiede due pulsioni istintive: la libido che orienta l’individuo verso l’attività sessuale e l’aggressività che tende alla distruzione. Essendo le due pulsioni fuse insieme, i perbenisti, hanno fatto coincidere l’esercizio della sessualità con la distruttività, suscitando molto scalpore per la società dell’epoca, non potendo ammettere che esistesse nei bambini una pulsione distruttiva. 

La Psicologia freudiana è molto elaborata e non è possibile riassumerla in poche parole. Ne cito solamente le varie fasi evolutive.

1) Fase orale: dalla nascita al diciottesimo mese di vita, il bambino prova piacere erotico stimolandosi la bocca, le labbra, la lingua e manifesta la propria aggressività con i denti. Per questo il bambino si addormenta con il capezzolo in bocca, piange se gli è tolto pur in assenza di fame e lo morde in mancanza di latte.
2) Fase anale: in seguito e fino al terzo anno di vita il bambino localizza la sua attenzione sulla liberazione del proprio intestino. L’ano è il centro delle sue gratificazioni sessuali e le feci sono per lui un gioco divertente.
3) Fase fallica: dal terzo anno in poi bambini e bambine manifestano il proprio interesse per i genitali e scoprono la masturbazione. L’organo sessuale maschile è di grande interesse sia per il maschio sia per la femmina. Il primo lo sente come strumento di distruzione, la seconda si sente castrata perché non lo possiede (invidia del pene). Dopo il quarto anno bambino e bambina nutrono un forte interesse d’amore per il genitore di sesso opposto (situazione edipica) *
4) Fase di latenza: dura tutta la seconda infanzia fino alla pubertà. Durante questo periodo innamoramenti e gelosie sono molto frequenti.
5) Fase genitale: ha inizio con la pubertà ed è caratterizzata dall’attività sessuale vera e propria.

  • Situazione edipica. La situazione edipica è un periodo di vita del tutto naturale. Diventa complesso edipico quando la medesima situazione d’innamoramento si prolunga oltre un certo periodo di tempo.

Suggerimenti per una discussione.

Secondo te, l’adolescenza è veramente un’età difficile?/ Ti senti poco educato e poco rispettoso?/Ti sei mai sentito goffo ed impacciato? se si, perché?/ L’amore è anche sacrificio?/ Accetti il tuo corpo?/ Hai attriti con i compagni? Se sì perché?/ Che cosa pensi dei tuoi tre cervelli?/ Ti senti grande o piccolo?/ Che cosa ti piace di una ragazza/ragazzo? Il fisico, l’intelligenza, la sensibilità?/ A quale personaggio vorresti assomigliare e perché?/ Che cosa ricordi della tua infanzia e preadolescenza? Prova a fare un elenco delle cose belle e delle brutte, poi elimina le seconde e conserva le prime./ E’ più facile giudicare o comprendere?

Letture consigliate:

Staffolani, G., Psicologia e Processi formativi, Centro Programmazione editoriale, San Prospero,(MO).
Petter, G., Psicologia della donna, l’adolescenza, Boringhieri, Torino.
Freud, S., La vita sessuale, Boringhieri,Torino.
Oliverio, A., Maschio-Femmina, Zanichelli, Bologna

Scritto nel 2006 rivisto nel febbraio 2010. Rivisitato nel novembre 2011 e nel 2o17