Abilità dormienti

Che cosa sono?

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Abilità dormienti

Ogni individuo possiede un Quoziente Intellettivo (QI) che individua il grado dell’intelligenza espressa in numeri e un Quoziente di Sviluppo Sociale (QSs) che individua il livello di capacità nel saper provvedere a se stesso assumendosi le proprie responsabilità.

Il (QSs) è determinato dalla valutazione di diverse competenze: autodeterminazione, autosufficienza, stile di vita, linguaggio, deambulazione, occupazione, comunicazione, socializzazione, rispetto, adattamento, rifiuto. Osservando il modo con cui un individuo si comporta nell’esercizio delle varie funzioni, è facile individuare i disagi  nel comportamento, nell’intelligenza, nel carattere, nel linguaggio o nelle relazioni emotive e sentimentali.

La capacità dello psicologo consiste nel saper intuire  la qualità degli svantaggi e suggerire non le soluzioni, ma i modi attraverso cui lo stesso soggetto sarà in grado di risolverli, perché spesso le anomalie non rientrano nella panoramica delle varie malattie provenienti dall’esterno (come febbre, incidenti, mal di gola) ma sono dentro la stessa persona e si chiamano abilità dormienti. Lo Psicoterapeuta rinvenuto il motivo per cui certe attitudini non sono esplose a tempo giusto, ha il compito di risvegliarle tramite disegni e giochi se si tratta di bambini, dialoghi con percorsi psicologici se si tratta di adulti.

Con una deambulazione passiva ad esempio, (camminare senza rendersi conto dei movimenti del corpo o senza guardarsi attorno) l’individuo rischia di fare assopire tutte le energie psico-fisiche che intervengono nel movimento degli arti, della mente e dell’intelligenza e non scruta le vie alternative per raggiungere il luogo predestinato.  In tal modo la deambulazione passiva  diventa automatica e l’attenzione s’intorpidisce perché non è sollecitata da nuovi interessi.

Le abilità dormienti  riguardano  l’attenzione, la creatività, la fantasia e l’intelletto, ma anche la movimentazione del corpo nell’organizzazione spazio-temporale. Per imparare a imparare (e non è una tautologia) come risvegliarle, occorre valersi di un’intensa concentrazione propriocettiva:  ripiegandosi su se stesso, l’individuo è in grado di riportare la propria attenzione sui fatti in precedenza immaginati. Le abilità dormienti sono potenzialità che, per pigrizia cerebrale non sono state sufficientemente stimolate all’azione (fare qualcosa); sono come muscoli mai esercitati che, pur essendoci,  non producono effetti.

La Psicologia e la Psicoterapia con l’ausilio dell’Ortopedia mentale (OP), della Logopedia (LO) e della Programmazione Neuro Mentale (PNM) le hanno messe in evidenza studiandone anche i meccanismi di recupero.  Risvegliandole, l’Esistenza assume un aspetto molto diverso sia nella prima parte dell’arco della vita (0-50 anni) sia nella seconda parte ( dopo i 50) che sono le più difficili da riconquistare e da rivivere perché il cervello con il passar del tempo, s’irrigidisce e non possiede più la flessibilità dei primi tempi.