In psicoterapia “avere cura” dell’uomo significa evitare di “curare”

 

incontri di gruppo

Il motto “avere cura del bambino per evitare di curare il cittadino” fu da me coniato  più di sessant’anni fa, quando aprii al pubblico di Bologna e delle Marche, l’attività del “Centro Psicopedagogico Didattico”ora trasformato in “StudioStaffolani”.

Eravamo negli anni sessanta / settanta e l’Italia correva veloce con le sue virtù e i suoi soliti vizietti di spensieratezza. Il Centro nacque come intervento psicologico e logopedistico nelle scuole speciali dell’epoca, dove erano stati inseriti i bambini variamente svantaggiati con problemi mentali, psicologici e fisici. Si chiamavano scuole differenziali nel senso che erano differenziate da quelle per soggetti normali. Ben presto, però, anche per ragioni di rispetto sociale, dette scuole vennero chiuse e i bambini furono inseriti in classi comuni con maestre specializzate e insegnanti di sostegno.

Nessuno pensava che il mondo sarebbe cambiato nel giro di qualche decennio. Invece cambiarono molte cose sia a livello scolastico sia a livello politico ed economico. Anche la Psicologia doveva avvertire la necessità di simile cambiamento.

Tanto è vero che nei primi anni del duemila,  avvertendo personalmente tensioni di cambiamento, trasformai il Centro psicopedagogico in “StudioStaffolani” introducendovi nuove discipline come Ortopedia Mentale per i Disturbi Specifici d’Apprendimento (DSA) e Programmazione Neuro mentale (PNM) per educare la mentalità infantile a proiettare nel futuro i propri progetti: due tecniche  importanti  che oggi applico nelle Psicoterapie brevi. Durante la mia esperienza quotidiana di psicologo e psicoterapeuta, infatti, mi sono sempre trovato di fronte a individui con problemi di carattere e personalità contorte risolvibili con analisi didattiche, educazione della mente e  programmazione neuro mentale. La vicenda Blue Whale , ad esempio, è la testimonianza di questi ultimi giorni (maggio 2017). Perché questi giovani si fanno male? Perché si sottopongono a prove autodistruttive? Probabilmente perché sono già stanchi prima di invecchiare: avendo ottenuto tutto e null’altro potendo pretendere giocano contro la morte, ma sanno che non è un gioco per vivere, ma un gioco per uccidere la solitudine e l’annichilimento mentale in cui sono caduti.

Una  Società che cambia molto rapidamente come la nostra, porta con sé nuovi progetti e nuove malattie e non è più tempo di lunghi trattamenti psicoterapeutici, perché la gente non ritenendosi malata, ma “alla moda”, vive il presente annoiandosi e per vincere la noia,  gioca con la morte. La psicologia non s’insegna, ma si vive. Vivendola, ci si accorge che c’è anche una psicologia distruttiva  che emerge quando il futuro non apre le porte.

La Psicologia non deve essere usata come medicina che cura, ma come condizione primaria di vita per essere in grado di trasmetterla ai propri figli  perché nulla si può insegnare che non si sia prima appreso. Per questi motivi ho istituito Percorsi di pedagogia e di psicologia individuali, di coppia e di gruppo a basso costo economico, volti a sostituire lunghe psicoterapie che, a volte, si perdevano nel tempo, anche per complicazioni economiche.

Lo StudioStaffolani prosegue la propria missione sulla stessa linea intervenendo nelle scuole per le varie problematiche degli svantaggi personali e sociali e istituendo corsi di aggiornamento per genitori, seguendo la prassi dei percorsi di psicologia cognitivo- comportamentale.