Analogie e differenze 

La Programmazione Neuro Mentale (PNM) è una tecnica per incrementare il sapere tramite contatti sensoriali: conoscenze esperienziali che si trasmettono alla mente con metodo, talento e arte,  indispensabili per un’adeguata pianificazione di ciò che comunemente si chiama “sapere umano”. La PNM è una scienza informatica che precede la (PNL) (Programmazione Neuro Linguistica)  con cui ha molte affinità e analogie.  Infatti se, “linguaggio e comunicazione” sono i modelli della PNL, “conoscenza e competenze mentali”, sono la sostanza della PNM.

Il cervello, infatti, prima di rielaborare i “processi della comunicazione linguistica“,  perfeziona neurologicamente i processi dell’accrescimento mentale (sapere e conoscenze) senza i quali, ogni forma di linguaggio è formale o priva di contenuto. Il vero apprendimento non è solo acquisizione di semplici e isolate esperienze, ma  rielaborazione e trasformazione del materiale sensoriale in appercezione intellettiva. “Apprendere” significa, infatti, attivare i processi di pensiero razionali per pianificare e interiorizzare le semplici sensazioni esperienziali. In poche parole: senza comprensione intellettiva, nulla s’impara dall’esperienza, se non dati e nozioni isolate che non costituiscono un “sapere organizzato”. Un bambino, ad esempio, alla nascita pur essendo predisposto, non parla perché  non possiede linguaggio che apprende parola dopo parola. Solo attraverso la propria esperienza unifica i singoli messaggi verbali, fino a costruirsi una struttura linguistica complessa con l’aiuto delle emozioni e dei sentimenti manifestati dagli adulti.

Perché, infatti, un individuo esprime il proprio pensiero con le parole? La prima risposta è “perché ha qualcosa da dire” o “perché sente il bisogno di parlare” e non perché si ponga il problema di “cosa” dire o “come parlare”. Simile scelta è una figura secondaria della comunicazione, perché se un individuo non sente il bisogno primario di doversi esprimere, non impara neanche a parlare. Le prime fasi del linguaggio infantile, infatti, sono piene di errori che solo la pratica quotidiana, in seguito, riuscirà a correggere. Nella dinamica dell’apprendimento non c’è un “prima e dopo” in senso temporale, ma un’interdipendenza di fattori sensoriali fisici e neurologici con i quali la persona esprime simultaneamente ciò che ha appreso dall’esperienza.

E’ evidente che prima di esporre un pensiero in forma logica e corretta, occorra una rielaborazione mentale e linguistica adeguate, sia dell’oggetto da esporre (conoscenza), sia del mezzo espositivo (linguaggio): modi che si conquistano attraverso prove ed errori. E’ quindi il bisogno di conoscere a muovere la mente umana, di cui il linguaggio è soltanto un modello per illustrare le diverse competenze del pensiero.

Le espressioni linguistiche del contadino, ad esempio, sono meno eloquenti di quelle del laureato, ma non è detto che siano di qualità inferiore perché spesso il lavoratore abituato ad agire sotto le nuvole (con i piedi in terra), è più riflessivo e ponderato di chi non conosce il senso duro della vita. Per questi e altri motivi io penso che la PNM sia il fondamento del “sapere” e di ogni suo valore espansivo, mentre i diversi modi di espressione rappresentano le configurazioni di ogni arte dialogica (PNL). In parole semplici: la Programmazione Neuro Mentale (PNM) è conoscenza e coscienza del sapere che  precede la Programmazione Neuro Linguistica (PNL),  la quale è  competenza e padronanza espressiva di ciò che si ha in mente, perché se nulla si apprende, nulla si esprime.

«Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.» Aristotele: Protreptico o Esortazione alla filosofia.