Bellezza e Saggezza sono un “fare” e un “immaginare”

Felicità e Bellezza sono beni terreni che in parte si ereditano dal DNA e in massima parte sono conquiste degli ambiziosi. Genetisti come David Lykken e Auke Tellegen dell’Università del Minnesota, infatti, affermano che “la felicità dipende per il 50 per cento dalla genetica e per il 10 per cento da tutto ciò che succede nella vita”. Martin Seligman, professore di psicologia presso l’Università della Pennsylvania, aggiunge che noi dobbiamo lavorare “su quel 40 per cento che rimane” per raggiungere la felicità usando, come veicolo, la Psicologia Positiva.

La cura del corpo, in passato, è stata concepita come momento di superficialità e di stravaganza, nella convinzione che essa dovesse appartenere solo al sesso femminile, ma in tempi recenti gli uomini si sono risvegliati dall’antico torpore e hanno iniziato a frequentare palestre, centri di benessere e studi di psicoterapie per comprendere e alleviare la fisiologica decadenza fisica. “Avere cura del proprio corpo” significa, infatti, sensibilizzare il fisico ad adeguarsi agli inediti orizzonti di una mente che veda la vecchiaia come inizio di nuove aspirazioni illuminate dall’esperienza passata, e non come una stagione finale della vita.

Questo modo di pensare  che non si poteva avere ai nostri vent’anni quando si era al massimo dello sviluppo fisico e psicologico, né si potrà avere ai cent’anni, quando l’energia della mente non è più in grado di supportare il peso di un corpo indebolito, rappresenta la saggezza della psicologia moderna. La saggezza è il patto che la mente fa con il proprio corpo, dopo aver completato lo sviluppo fisico e psicologico dell’individuo in modo che lui faccia coincidere i propri valori interiori con quelli esteriori per presentarli con orgoglio agli altri al fine di essere stimato e amato.

Potrebbe una persona, amarsi e stimarsi, senza il contributo dell’amore e della stima altrui? Io penso di no, perché se si amasse per la propria bellezza, sarebbe un vanaglorioso da affogare nella propria immagine. Anche una persona demoralizzata e senza aspirazioni, del resto, non può avere cura di se stessa perché non saprebbe a chi presentare la propria immagine. Quando il “Sé” interiore non si sposa con i desideri e la voglia d’esistere, la saggezza chiude i rubinetti delle ambizioni.

Nessuno specchio elimina le rughe dal viso e nessun ambulatorio di bellezza rinforza un corpo debilitato senza un esercizio psicologico che alimenti il cervello e fortifichi la mente ad accettare quelle rughe e quel sano indebolimento come frutto virtuoso della propria esistenza.

Bellezza e saggezza, infatti, sono un “fare” e un “pensare” in senso programmatico e costruttivo, proprio come vuole la psicologia dell’equilibrio interiore. L’avere cura del proprio corpo è un “fare qualcosa” che stimoli il pensiero a “immaginare”: che cosa? Forse un sogno, che possa diventare realtà e non sia solo un esercizio vacuo della mente.

Revisione nel novembre 2017